curriculum
incisioni
altre formazioni
download
repertorio originale
pubblicazioni
storia degli strumenti
foto strumenti
proposte di programma
contatti e crediti
bibliografia essenziale
galleria fotografica
HOME

 

Breve storia delle formazioni
dal trio all'orchestra a plettro

 

L'origine del trio a plettro va ricercata nel diffondersi dell'interesse alla composizione, nel periodo barocco, di sonate a 2 mandolini e basso (che si potevano eseguire sia con violoncello, viola da gamba, cembalo, organo, ecc... nel ruolo del basso, oppure con uno strumento a plettro di registro grave, in grado di ben interpretare il ruolo di basso, come il mandoloncello); oltre a questa formazione, poteva essere composto da altre varie combinazioni: 2 mandolini, mandola tenore; 2 mandolini e chitarra; mandolino, mandola tenore e chitarra.


quartetto "classico" a plettroIl diffondersi della musica da camera del XIX secolo, ha dato origine ad ulteriori sviluppi, allargamenti, unioni dei due ensemble che hanno fatto un po' da genesi della musica d'insieme a pizzico (ossia il duo mandolino-chitarra e il trio 2 mandolini e basso), come il quartetto ed il quintetto a plettro.
Il quartetto a plettro esiste in due versioni: classico (2 mandolini, mandola tenore e mandoloncello oppure 2 mandolini, mandola contralto e mandoloncello); romantico (2 mandolini, mandola tenore e chitarra); il quintetto a plettro è formato da 2 mandolini, mandola tenore, mandoloncello e chitarra.

strumenti dell'orchestra a plettro L'Orchestra a plettro moderna è un insieme di strumenti a pizzico con l'aggiunta del contrabbasso. La compongono: mandolini, divisi in primi e secondi, mandole tenore, mandoloncello/i, chitarre e contrabbasso/i. Il mandoloncello può avere una parte indipendente oppure raddoppiare il basso.Deriva da un tipo di formazione che ebbe origine in Italia dopo l'unificazione e contribuì in modo determinante alla diffusione della cultura musicale in tutti i ceti sociali, anche quelli meno elevati. In origine, il repertorio era prevalentemente formato da trascrizioni di brani operistici e sinfonici e da rari esempi di musica originale espressamente scritta per questo tipo di organico ma ispirati comunque al repertorio operistico. L'orchestra a plettro era allora formata da un gran numero di strumenti a pizzico di varie tipologie: mandolini lombardi e napoletani; mandole contralto e tenore; mandoloncelli, mandoloni e mandolbassi, contrabbassi, chitarre, arpa, a volte clavicembalo e percussioni. Alla fine dell'800 vennero organizzati i primi concorsi nazionali ed internazionali per Orchestra a plettro, incentivati dalle riviste di musica che conobbero grande diffusione. In Italia si pubblicarono, tra la fine dell'800 e la prima metà del '900, un decina di periodici dedicati al mandolino.
In quasi tutte le città d'Italia, massimamente nelle più importanti, e nelle principali città d'Europa erano presenti numerosi clubs o circoli mandolinistici di tutti i tipi: dai più aristocratici a quelli formati nei dopolavoro o nella case del popolo.
Dalla fine degli anni '60 del Novecento il polo centrale della diffusione della musica per strumenti a plettro e della ricerca del repertorio originale del XVIII secolo, divenne la Germania.
Alcuni autori di area germanica iniziarono a scrivere musiche originali per Orchestra a plettro (Gàl, Wölki, Ambrosius e Beherend i più importanti) abbandonando i vecchi temi e stilemi della musica romantica e popolare, ricercando nell'Orchestra a plettro un nuovo suono e nuovi stimoli compositivi.
Questo modo di intendere si diffuse successivamente anche in tutta Europa e attualmente il repertorio originale è patrimonio di gran parte degli organici a pizzico in attività.

clicca per ingrandire