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Breve storia del duo a pizzico
Il
duo a pizzico può essere composto da varie tipologie di strumento melodico
accompagnato da un ulteriore strumento a pizzico di uguale o più grave
estensione. Si va dai tipici "duo" con strumenti uguali (due mandolini,
due chitarre, ecc...) a quelli formati esclusivamente da strumenti a plettro
(mandolino e mandola, mandolino e mandoloncello, ecc...) per finire con le formazioni
composte da uno strumento a plettro accompagnato da uno a pizzico (mandolino
e arpa, mandolino e chitarra, mandola e chitarra, mandolino e liuto o tiorba,
ecc...). Senza dubbio -eccezion fatta per tutta la musica barocca per mandolino
e basso continuo che bene può essere eseguita con mandolino e mandoloncello-
il "duo" che ha avuto più fortuna e ha riscosso maggior interesse
da parte dei compositori, è quello formato dal mandolino in unione con
la chitarra.
Il duo "mandolino e chitarra" nasce proprio dalla pratica della realizzazione
del basso continuo – assolta in epoca barocca da strumenti come il liuto,
la tiorba, il chitarrone e la chitarra barocca – come accompagnamento
alla voce principale.
Tra la fine del ‘700 e la prima metà del XIX sec. si consolida
come formazione autonoma: è in quel periodo, infatti, che nei salotti
dell’aristocrazia e dell’alta borghesia europea vengono alla luce
composizioni strumentali originali per mandolino e chitarra.
A
cavaliere del ‘900 si assiste alla nascita di una copiosa attività
editoriale che diffondeva, attraverso la pubblicazione di riviste quindicinali,
le numerose composizioni originali dedicate a questi strumenti. Gli
amatori – abituali frequentatori dei circoli mandolinistici – potevano
così dedicarsi anche in ambito famigliare alla pratica strumentale e
alla musica d’insieme.
Tra queste numerosissime composizioni di livello non eccelso è comunque
possibile individuare opere di un certo interesse musicale. Accanto a questi
lavori, per lo più di carattere melodico, vi è una produzione
di stampo virtuosistico dovuta ad importanti mandolinisti-compositori che si
dedicavano in maniera professionale all’attività musicale.
I compositori del XX secolo trovano un interessante veicolo d’espressione
timbrica nelle cristalline sonorità peculiari di questa formazione: taluni
interpretandole come eredità del pre-classicismo, altri caricandone le
valenze “estranianti” tipiche delle avanguardie post-moderne.